Inquietudine
A volte sei steso sul letto, fissando il soffitto. Te ne stai lì con le tue calze colorate , le trecce e la tuta, stretta al cuscino e ti chiedi cos’è che ti rende inquieta. Ti senti in gabbia, hai il tuo daimon dentro che ti dice qualcosa, e vorresti avere il logos dell’amico Socrate per capire cosa ti dice. Ma io non ho l’arte della maieutica, nè i tempo di partorire la vera sapienza; la mia vita verte su compiti interrogazioni,domande scontate, risposte anche più scontate, sospiri per l’amore lontano, e sogni, tanti tanti sogni.. Mi sento un gomitolo grigio. Ma dopotutto sbennumi vuol dire spegnere!
Febbraio 14, 2008 at 6:59 pm
convincersi che si può essere felici, reagire e non guardare a quanto di positivo c’è, aiuta non sentirsi tristi gomitoli inquieti, o struzzi che siano…
Febbraio 14, 2008 at 7:00 pm
ops, ho messo un non di troppo: guardare a quanto di positivo c’è. I’m sorry.
Febbraio 14, 2008 at 9:55 pm
io te l’ho dato il consiglio asd
Febbraio 17, 2008 at 1:58 pm
asd odio i verbi in -mi
vedrai che un giorno partorirai anche tu asdasdasd
ok scusami oggi sono un po’ stolta
Febbraio 24, 2008 at 11:13 am
ma ringrazia che hai il tempo di startene stesa sul letto a crogiolarti in pensieri profondi e poi scriverli su un blog, io sono troppo strangolata e presa a girare come una trottola per questo
Febbraio 24, 2008 at 12:48 pm
mah,questione di organizzazione